giovedì 17 maggio 2018

The Rocky Horror Picture Show


Brad(Barry Bostwick) e Janet (Susan Sarandom), fidanzati di fresco, si mettono in viaggio per raggiungere il professor Scott e annunciare il loro fidanzamento. Un problema alle ruote e un temporale costringono i due casti giovani americani a cercare rifugio in un antico castello; ad attenderli il dottor Frank N Furter, uno scienziato transessuale molto eccentrico, “dolce travestito del Pianeta Transessuale, Transilvania”. Inizierà così l'avventura della coppia in mezzo a questa singolare platea di gente strana, tra cui un servo gobbo, una cameriera ninfomane, un Tarzan creato artificialmente, un rockettaro congelato e infine lo stesso dottor Scott il quale spiega loro come gli abitanti del castello siano in realtà un gruppo di extraterrestri atterrati sulla terra per studiare la vita sessuale degli esseri umani.

Janet e Brad, immersi in questo miscuglio di erotomani, metteranno in dubbio le loro convinzioni ma soprattutto la loro stabilità mentale. Janet, ingenua e perbene, diventerà una vamp libidinosa e disinibita. Brad invece, nerd secchione con gli occhiali, diventerà bisessuale.

Nel 1975 all'uscita del film nelle sale gli esperti di cinema furono unanimi nei loro giudizi distruttivi: un debole adattamento del sorprendente successo teatrale. Il film fu definito un saggio di demenza cinematografica che oscillava tra rappresentazione teatrale e divagazione superflue, condannato a scivolare nel oblio della storia del cinema. Un film destinato a sopravvivere ai margini della cinematografia tra i film trash. Ma durante le proiezioni del film accadde qualcosa di strano, gli spettatori passivi si trasformarono in partecipanti attivi; il film divenne un mero sfondo su cui arrabbiati e i disinibiti potevano proiettare i loro sentimenti di delusione nella società perbenista e ipocrita.

La trama delirante del film non è altro che un pretesto per omaggiare i classici dell'horror anni 50, attualizzati nel film. Tuttavia, The Rocky Horror Picture Show rimarrà nella memoria del cinema non solo come grande puzzle di citazioni condite da canzoni rock orecchiabili, quanto piuttosto come inizio di un'era in cui il pubblico comprende di avere un ruolo. I film non sono più consumati passivamente, ma gli spettatori diventano attivi e interattivi.

Lo scienziato pazzo con il rossetto e giarrettiera, interpretato da un grande Tim Curry, riesce a rimanere in equilibrio tra immaginario e realtà, tra trasgressione e normalità, diventando il simbolo di una società che vuole cambiare il mondo cominciando dal nostro modo di vivere la sessualità.

Il film ti ipnotizza e per un'ora e quaranta vieni immerso completamente in questo circo psichedelico e grottesco. Alla fine, se non stai attento, potresti ritrovarti truccato e in giarrettiera a cantare Sweet Transvestite.

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