martedì 15 maggio 2018

Tentacoli



A Solana Beach, in California, dove l'impresa Trojan sta scavando un tunnel sottomarino, un bambino e un pescatore scompaiono in mare: quando le acque li restituiscono, i loro corpi appaiono orrendamente sfigurati.
Primi di una serie che nei giorni successivi si allungherà paurosamente, i due sono stati vittime di una piovra gigantesca, che gli ultrasuoni del sismografi impiegati dalla Trojan hanno fatto impazzire.
Chiamato dal giornalista Ned Turner, il primo a intuire la verità, l'oceanografo Willy Gleason, cui la piovra ucciderà la moglie, tenta di affrontare il mostro, in compagnia dell'amico Mark, con potenti fiocine.
Saranno, invece, due orche addomesticate dallo stesso Gleason a fare a pezzi la piovra.

Qualcuno ha liquidato questa pellicola bollandola come "inutile imitazione del Lo squalo". In realtà però le frecce all'arco di TENTACOLI sono tante e vanno tutte dritte al centro del bersaglio. Tanto per cominciare, le riprese subacquee sono molto belle e gli attacchi della piovra posso emettere tensione. Memorabile la testa del mostro che fa capolino dall'acqua per guardarsi intorno e controllare la situazione. Il regista ricorda il film come un grande sforzo produttivo ed in effetti la qualità estetica non è male ed il prodotto finito sta molti gradini sopra gli esperimenti cinematografici italiani dello stesso periodo.
Il cast è ricchissimo e variegato: attori hollywoodiani (John Huston, Henry Fonda, Shelley Winters) si mescolano a volti noti della nostra cinematografia, usati da Assonitis come carne da macello: ecco quindi che a finire spolpati ci sono pure Franco Diogene e Sherry Buchanan. Ovidio G. Assonitis è un fior di regista, capace di dirigere sia attori abituati al mainstream americano che personaggi nostrani, di miscelarli e renderli grandiosi tutti allo stesso modo, creando così prodotti competitivi a livello mondiale.

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