martedì 15 maggio 2018

Natale a Rio

 

Fabio è da sempre innamorato della sua collega Linda, ma senza il coraggio di rivelarsi. A causa di uno scambio di indirizzi elettronici, Fabio pensa che Linda lo abbia notato e addirittura invitato a passare con lei le vacanze di Natale in Brasile. Ma quando si presenta in aeroporto, si accorge dell’equivoco: Linda sta partendo con il suo fidanzato segreto Gianni e per di più il motivo del viaggio è presentarlo al padre che vive in Brasile da molti anni.
Non potendo più tirarsi indietro, Fabio è costretto a partire come terzo incomodo. Paolo e Mario, due divorziati cinquantenni, hanno organizzato una vacanza lussuosissima a Rio de Janeiro per le feste di Natale. Ignorano, tuttavia, che i loro figli Piero e Marco hanno prenotato un viaggio low-cost per la stessa destinazione. A causa dell’omonimia tra padri e figli, le due vacanze vengono tuttavia scambiate, così mentre i figli si godono ville di lusso e auto superaccessoriate, i padri finiscono in un comico vagabondare, tra ostelli pulciosi e auto sgangherate, per le strade più malfamate di Rio de Janeiro.

Residuo della commedia popolare degli anni d’oro del cinema italiano, e che qui ovviamente è molto meno satira sociale e molto più superficiale e sbracata.

Il film della Banda Filmauro non è un capolavoro: è volgare, anche se meno di altri cinepanettoni, ma riesce nello scopo prefissato. Fa ridere: ci riesce grazie a una buona professionalità degli attori, eccezion fatta per la Hunziker. De Sica e Ghini sono una coppia affiata che ha già fatto dimenticare Boldi che invece, da solo, poveretto, è ridotto a divenire una caricatura di se stesso. Fabio De Luigi si conferma come buon comico, per nulla volgare. Ma Natale a Rio riesce a strappare più di un sorriso grazie all’esperienza di chi sta dietro le quinte: Neri Parenti regista e sceneggiatore, e anche in questo caso i critici cinematografici si mettano il cuore in pace, i suoi Trash non finiranno mai!

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