martedì 15 maggio 2018

L'uomo puma




In una notte preistorica, secondo un'antica leggenda azteca, arrivò sul nostro pianeta a bordo di una navicella spaziale sferica il dio Bianco. Egli si accoppiò con una terrestre dando origine al capostipite della stirpe degli Uomini Puma. L'ultimo erede di questa stirpe è il paleontologo britannico Tony Farmes. Infatti, il giovane studioso è il discendente diretto del dio Bianco e reincarnazione del primo Uomo Puma. A rivelargli questa sua discendenza è il sacerdote azteco Vadinho che gli consegna una magica cintura che conferisce all'Uomo Puma dei particolari poteri tra cui il volo, la super forza, l'intangibilità, proprietà taumaturgiche, ma non l'invulnerabilità fisica.
L'obiettivo di Vadinho è quello di fermare i megalomani piani del malvagio Kobras che ha rubato una maschera antica azteca per controllare l'intera popolazione mondiale. Infatti, l'oggetto trafugato da Kobras pur essendo antico è dotato di una particolare tecnologia avanzata in grado di ipnotizzare la gente e plasmarla al volere di chi la utilizza. Il compito dell'Uomo Puma sarà quello di recuperare l'antica reliquia scongiurando la conquista del mondo ad opera di Kobras e dei suoi seguaci.
Critica

Il film venne giudicato debole dalla critica sia dal punto di vista della sceneggiatura che della realizzazione. La critica americana lo accolse negativamente, mettendo in evidenza una certa tendenza del cinema italiano degli anni ottanta che va ad imitare i prodotti hollywoodiani senza averne i mezzi e gli effetti speciali adeguati.

"con L'Uomo Puma crolla tutto un cinema commerciale medio che era stato la forza delle produzione Italiana". Marco Giusti

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