giovedì 17 maggio 2018

Giovannona Coscialunga disonorata con onore

 
Un giudice chiude un caseificio per inquinamento, così il suo proprietario, La Noce (Gigi Ballista), viene consigliato dal Monsignore della città di recarsi dall'onorevole Pedicò (Vittorio Caprioli) il quale potrebbe risolvere il problema.
La Noce scopre il gusto dell'onorevole Pedicò per le scappatelle amorose con altre mogli, così manda il suo assistente Albertini (Pippo Franco) a cercare una donna disposta a fingere di essere la moglie di La Noce.
Albertini trova una prostituta Cocò (Edwige Fenech) che aiuterà La Noce nel suo piano per incastrare e corrompere il funzionario.

“Giovannona Coscialunga disonorata con onore” non è sicuramente un capolavoro, ma segna comunque l'apice del cinema sex-demenziale. Uno dei film più famosi della commedia pecoreccia, diventato Film cult: un vero feticcio per gli amanti del genere.

La trama sintetizza e anticipa i successivi film con Alvaro Vitali, Renzo Montagnani e Lino Banfi. Le battute non sono memorabili, neanche quelle di Albertini che cerca di trovare la ragazza da presentare al subdolo Pedicò per sistemare la faccenda.

Sul piano artistico non c'è molto da dire, sicuramente afferma definitivamente la figura della Fenech e il successo del precedente film “Quel gran pezzo dell’Ubalda, tutta nuda e tutta calda”.

Un film più citato che visto, tuttavia un film che ogni estimatore del trash dovrebbe vedere.

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