martedì 15 maggio 2018

Bombolo (Franco Lechner)

 

Bombolo, il cui vero nome è Franco Lechner, approda piuttosto tardi sul grande schermo: lo scopre Bruno Corbucci, che subito ne intuisce le singolari doti espressive e il latente potenziale comico.
Così da venditore ambulante di stoviglie, Bombolo si trasforma in uno dei caratteristi più gustosi del cinema italiano a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, lavorando intensamente per circa un decennio prima di scomparire prematuramente a soli cinquantacinque anni.
Con Enzo Cannavale forma una coppia di vasta popolarità, ingrediente comico di polizieschi e Commedie più o meno pecorecce.
L'anno d'esordio è il 1976, quando interpreta Squadra antifurto di Bruno Corbucci, appunto nel ruolo di un ladro imbranato e simpatico, il Pancia, personaggio che nei film successivi muta il nome in quello più noto di Franco Bertarelli, detto “Venticello”, come in Nerone (1976) di Mario Castellacci e Pier Francesco Pingitore. Ne Il marito in collegio (1977) di Maurizio Lucidi è un premuroso autista di un falso barone che in realtà è un mezzo delinquente.
Pingitore lo vuole anche nel gruppo cabarettistico del Bagaglino, con il quale partecipa a numerosi spettacoli teatrali di accesa satira sociale e politica.
Inoltre lo ingaggia per tutti i suoi film: Scherzi da prete (1978). Tutti a scuola (1978), L'imbranato (1979), Ciao marziano (1980), Il Casinista 1980), Attenti a quei P2 e Sfrattato cerca casa equo
canone (1983). ln quest'ultimo è uno spassoso sarto per signora che corteggia la moglie di Pippo Franco, Anna Mazzamuro.

Sempre comprimario ha finalmente l'occasione di girare un film tutto da protagonista: È forte un casino (1983) di Alessandro Metz, vero e proprio monumento alla sua bravura di attore istintivo dalla sorprendente vis comica.
ll fisico grosso e tarchiato, l'inconfondibile dizione romanesca, segnata da una specie di balbuzie lo rendono un‘icona inconfondibile di quel cinema italiano che dopo la metà degli anni Settanta si piega alla farsa scurrile, pur non abdicando alla qualità professionalmente ineccepibile del prodotto: in questo senso emblematico il caso dei tanti film che Lechner interpreta, per la regia di Bruno Corbucci, nel ruolo di “Venticello” al fianco di Tomas Milian alias ispettore Giraldi.
Tra questi merita di esser ricordato Delitto al Ristorante Cinese 1981, in cui Bombolo è il cameriere di un esotico ritrovo culinario alle prese - insieme al collega Cannavale - con il cadavere del proprietario. E come dimenticare il travestimento femminile con cui Bombolo compare in Delitto al Blue Gay ( l 984) Le battute che pronuncia in questi film sono diventate famosissime, ripetute da ragazzini entusiasti: “Io so' innocente signor presidente, io n'ho fatto niente! Mi' madre ? vedova e mi' padre pure... Tze.. Tzee.” dice Bombolo nei panni di “Venticello” per discolparsi di un reato contestatogli in Assassinio sul Tevere (1979). ln Delitto sull'autostrada (1982), Bombolo, sempre nei panni di “Venticello” è impegnato come allenatore di pugili, con i quali nel finale del film aiuta Giraldi ad avete la meglio su una banda che terrorizza i camionisti: ingerita una fiala di
sostanza dopante, destinata ai suoi atleti, prima di scatenarsi nella scazzottata contro i cattivi, esclama una delle sue battute più conosciute: «Mo‘ che ho bevuto Vigorello, ve faccio un culo come un ombrello.
Ma Bombolo non lavora solo con il duo Milian-Corbucci o con Pingitore. Mariano Laurenti, per esempio, è un altro di quegli ottimi artigiani della risata che sa valorizzare al meglio l‘attore romano, al quale sistematicamente affianca il napoletano Cannavale: La settimana bianca e La settimana al mare sono solo due dei film realizzati dal terzetto nel 1980.
Laurenti utilizza Bombolo anche per innervare di comicità i film sentimentali del cantante Nino D'Angelo, di cui Bombolo è la spalla. Ne ritroviamo le performance in Un jeans e una maglietta (1983) e ne La discoteca (1983), entrambi di Laurenti, e in Giuro che ti amo (1985), diretto dallo stesso D‘Angelo.

A distanza di tanti anni dalla morte, il gergo di Bombolo è diventato di gran moda tra le nuove generazioni, che imitano la sua dialettica sconclusionata, i suoi tic verbali di cui il ben noto “tze-tze” è solo uno dei tanti.

Enzo Salvi gli ha reso omaggio ne Il ritorno del Monnezza (2005) di Carlo Vanzina, interpretando il figlio di “Venticello'.

Nessun commento:

Posta un commento